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La storia della Scuola

La storia della Scuola Secondaria di I Grado "Alessandro Manzoni"

MEMORIE ROMANTICHE

Nevica. E’ domenica, ma la scuola è eccezionalmente aperta. I ragazzi, in un disordine emozionato, si stanno preparando per la Sacra rappresentazione, il presepe vivente in Piazza Di Vittorio. Escono i pastori vestiti di bianco, San Giuseppe, la Madonna con il bambino, gli angeli, i ragazzi del coro. Ordinati si dispongono al loro posto, la musica si diffonde, la gente li ammira e loro si sentono fieri: dagli studenti modello ai più ribelli e indisciplinati la scuola Manzoni offre di sé un grande spettacolo.

E’ uno dei tanti momenti di soddisfazione e di orgoglio che la scuola ha vissuto in tutti questi anni.

Sorta negli anni ’60, nel momento della grande immigrazione, accoglie e unisce allievi di tante regioni diverse. Il dettato e la lettura sono un problema: c’è chi scrive “cuggino”, chi “bela dona”, chi pronuncia “portafoio” e chi raddoppia tutte le consonanti. Sono realtà culturali differenti, ma si studia insieme, tanto, sempre con entusiasmo e anche con severità.

Sono gli anni delle 15 sezioni (una delle scuole più grandi d’Europa): si fa scuola ovunque, nei laboratori, nelle aule ora usate come ripostigli, nelle aule ora riservate a biblioteche, cucine o altro.

Poi il tempo prolungato: una formula di orario che permette di lavorare anche al pomeriggio, a gruppi, con insegnanti in compresenza.

Si fa di tutto e di più: rappresentazioni teatrali, gite, lavori manuali, attività integrative alle ore curriculari. Tanti insegnanti giovane e disponibili. Ci si ritrova anche la sera, in un’atmosfera divertita e quasi goliardica per stendere la prima programmazione d’Istituto. Sono gli anni ’80. Tutto in Italia va a gonfie vele e la Manzoni cresce, con i corsi di aggiornamento, le nuove tecniche di insegnamento, la mensa, il recupero pomeridiano, il bilinguismo. Collegi docenti lunghissimi durante i quali si discute su tutto, ci si confronta, ci si infiamma, ci si chiarisce e la partecipazione è sempre tanta e costruttiva.

Nasce il progetto dell’informatica. La prima scuola ad avere tanti computer e un’aula apposita. Partono classi pilota con risultati eccellenti. Si scrive anche un giornalino per sperimentare le nuove conoscenze. I ragazzi e gli insegnanti scrivono, comunicano, si divertono, imparano e crescono insieme.

La scuola Manzoni accoglie sempre con la stessa disponibilità e competenza i nuovi immigrati dell’ultimo decennio: ragazzi di paesi stranieri, extracomunitari con importanti problemi di lingua. Si propongono corsi integrativi, ci si prepara e ci si attrezza. L’inclusività per la Manzoni non è un problema: anche per i ragazzi più fragili non mancano interventi individualizzati, laboratori e attività volte all’integrazione.

La scuola si ridimensiona nel numero delle classi (ci si attesta comunque tra le nove-dieci sezioni) si riorganizza, si modernizza, si rinnova : laboratori ponte, aule di informatica, di musica, di arte, palestre, una biblioteca, una mensa funzionale e spaziosa, attività di recupero e di potenziamento, borse di studio… mille progetti e mille opportunità.

A giugno il cortile è un’immensa officina colorata: c’è chi suona, chi balla, chi canta, chi recita, chi espone i propri lavori di arte e di tecnica : è festa grande! I genitori, gli allievi, gli insegnanti vivono orgogliosi l’appartenenza all’Istituto. E’ la giornata delle Manzoniadi, tanto lavoro, qualche polemica, ma poi è un successo!

La nostra scuola è riuscita a mantenere, certamente con alti e bassi, momenti di crisi e poi di grandi riprese, la capacità di essere uniti , di far sentire i ragazzi a casa loro.

Oltre alle grandi manifestazioni, ai momenti più rappresentativi e di forte visibilità, c’è un lavoro costante, silenzioso, ordinario, tutti i giorni, tutte le ore, nelle classi, nelle aule, in palestra, in cortile. Sorrisi, a volte anche lacrime, parole di incoraggiamento e solenni sgridate,risate, tante risate… perchè dove ci sono i giovani ci si diverte sempre e inevitabilmente ci si appassiona. I ragazzi possono far arrabbiare, stancare , a volte anche deludere ma poi ci sorprendono sempre e ci riempono il cuore.

…e allora è bello immaginare ancora, come una volta, la Manzoni aperta una domenica con la neve, tanti e tanti giovani che si impegnano insieme per la nostra, anzi la loro scuola.

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